martedì 3 novembre 2009

L'operaio pentito (160)


- Io sono l'operaio Vostro Onore,
confesso la mia colpa, ho lavorato,
non sempre in condizioni di favore
e, spesso e volentieri ho scioperato.
E' mia la colpa se c'è l'inflazione,
con la pretesa della contingenza,
con l'uso della cassaintegrazione;
ora mi pento, faccio penitenza.-



-Vista la colpa, visto il pentimento,
ti assolvo dall'aver tu lavorato
e ti dichiaro da questo momento
libero di andar disoccupato -


1985

da: L'operaio Pentito

1 commento:

  1. Domenico Cappelli in "L'operai pentito" ha voluto ridicolizzare una realtà che sta pesando su tutta la classe operaia. La potremmo definire quasi una barzelletta quella che ha composto questo estroso autore: " Io sono l'operaio, Vostro Onore / confesso la mia colpa, ho lavorato, / non sempre in condizioni di favore / e spesso e volentieri ho scioperato" A questo punto l'operaio espone le sue concezioni e dice: "E' mia la colpa se c'è l'inflazione / con la pretesa della contingenza, / con l'uso della cassaintegrazione, / ora mi pento, faccio penitenza." Ed ecco la risposta del Giudice: " Vista la colpa, visto il pentimento, / ti assolvo dall'aver tu lavorato / e ti dichiaro da questo momento / libero di andar disoccupato." Molta arguzia, altrettanta sagacia, grande amarezza, feroce ironia. (recenzione di Pacifico Topa)

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