mercoledì 4 novembre 2009

Ti resta l'orgoglio (165)


La nuvola della sfiducia
aleggia su te, operaio,
non conti più nulla e ti brucia,
sei albero spoglio a gennaio.

Scheletriche braccia protendi
al mondo ostile, glaciale,
le ultime fiaccole accendi
ma tenue è il calore che sale,
ed il sole rosso d'oriente
appena levato s'è spento,;
garofano rosso, splendente
ora empie di grigiore il vento.

Il vento delle logge oscure,
il vento di torbidi affari,
di facili strade sicure,
dei valori più infimi e bari.

Operaio, ti resta l'orgoglio
di tanta fatica venduta
per pingue, d'altrui, portafoglio;
è lacera e sporca la tuta,
ma, quanti con l'abito lindo
non hanno il tuo sonno sereno?
Al sacro sudor con te brindo
che d'altri non voglio veleno.

primi anni 80
da: L'Operaio Pentito

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