
Amo la quiete.
Mai di ricchezza cercherò sorgente.
Correte! Correte! Correte!..........
Non desidero niente.
L'oro mi basta che dai tralci pende
quando l'autunno avanza,
o, che d'estate più lucente splende
allor che il girasol fa la sua danza.
A voi lascio i tesori in cassaforte,
il portar armi per timor di rapine,
il privilegio di possedere scorte,
lascio le rose con tutte le spine.
Mai bramerò le grosse cilindrate,
ne sfarzo alcuno mi darà livore,
ne antifurti ne porte blindate
metterò mai a guardia del mo cuore.
Sempre sarà aperto per chi soffre,
per chi l'avversa sorte ha condannato
ai soprusi del mondo;
misera cosa questo cuore offre,
alleviar non potrà disoccupto
ne la fame nel mondo.
Gli umili, i deboli, saranno miei fratelli,
ne, contro chi, credendo alla giustizia
fece terrore, lancerò coltelli;
mai terrorismo partorì letizia
ne mai giustizia sbocciò come un fiore.
Amo la quiete ma con frenesia
sparerò le mie armi con furore
contro chi vincer si fa dall'apatia.
Chi ogni scandalo pone a diritto,
chi d'innocenza calpesta il seme,
chi con l'abuso crea profitto,
chi per potere giustizia non teme,
come un'aspide, senza alcuna pena,
l'inietterò con il mio veleno,
ne risparmiar vorrò alcuna vena,
ne mai di morderlo mi porrò freno.
Chi con le stragi tessette trame,
chi compiacente gli resse il gioco,
chi comprò l'oro sapendolo rame,
saprò distruggerlo con il mio fuoco.
Già san di morte le logge segrete
ne sarà utopico poter sperare
che mafie e camorre cadano in rete,
già di lor sangue debbon pagare,
Amo la quiete ma tacer non posso
su questi morti che non han più conta,
contro chi teme lo stato rosso
e resta inerme a subirne l'onta.
Amo la quiete ma non sono quieto,
ne potrei esserlo in questo stato,
e sarei un pazzo se fossi lieto,
ma ho l'animo sereno ed appagato.
primi anni 80
da: L'Operaio Pentito
Mai di ricchezza cercherò sorgente.
Correte! Correte! Correte!..........
Non desidero niente.
L'oro mi basta che dai tralci pende
quando l'autunno avanza,
o, che d'estate più lucente splende
allor che il girasol fa la sua danza.
A voi lascio i tesori in cassaforte,
il portar armi per timor di rapine,
il privilegio di possedere scorte,
lascio le rose con tutte le spine.
Mai bramerò le grosse cilindrate,
ne sfarzo alcuno mi darà livore,
ne antifurti ne porte blindate
metterò mai a guardia del mo cuore.
Sempre sarà aperto per chi soffre,
per chi l'avversa sorte ha condannato
ai soprusi del mondo;
misera cosa questo cuore offre,
alleviar non potrà disoccupto
ne la fame nel mondo.
Gli umili, i deboli, saranno miei fratelli,
ne, contro chi, credendo alla giustizia
fece terrore, lancerò coltelli;
mai terrorismo partorì letizia
ne mai giustizia sbocciò come un fiore.
Amo la quiete ma con frenesia
sparerò le mie armi con furore
contro chi vincer si fa dall'apatia.
Chi ogni scandalo pone a diritto,
chi d'innocenza calpesta il seme,
chi con l'abuso crea profitto,
chi per potere giustizia non teme,
come un'aspide, senza alcuna pena,
l'inietterò con il mio veleno,
ne risparmiar vorrò alcuna vena,
ne mai di morderlo mi porrò freno.
Chi con le stragi tessette trame,
chi compiacente gli resse il gioco,
chi comprò l'oro sapendolo rame,
saprò distruggerlo con il mio fuoco.
Già san di morte le logge segrete
ne sarà utopico poter sperare
che mafie e camorre cadano in rete,
già di lor sangue debbon pagare,
Amo la quiete ma tacer non posso
su questi morti che non han più conta,
contro chi teme lo stato rosso
e resta inerme a subirne l'onta.
Amo la quiete ma non sono quieto,
ne potrei esserlo in questo stato,
e sarei un pazzo se fossi lieto,
ma ho l'animo sereno ed appagato.
primi anni 80
da: L'Operaio Pentito
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