1991 ultima tessera PCI prima tessera PDSCari compagni, come i forchettoni
anche noi ci abbandoniamo al vizio;
fosse la volta che mettiam giudizio
dopo migliaia d'esami e di lezioni?
Siam la sinistra che viene da lontano
ed è per questo che diam la precedenza
a chi da destra vien, e con prudenza
muoviamo avanti e indietro, piano piano.
Con il pretesto che mettiam paura
da cinquant'anni c'è sta dittatura,
per ventimilalire ch'eran nostri
ci han criminalizzato come mostri. (1)
Han fatto stragi, democraticamente,
han fatto tutto per non scoprire niente,
reggeva il sindacato contro Gelli
ma non ha retto con Craxi e Martelli,
l'avesse immaginato la "Pidue"
li avrebbe assunti prima tutti e due.
Han fatto mille scandali, han rubato,
tutte le giunte rosse hanno spaccato,
ormai è chiaro a tutti, è evidente
di rosso in loro non è rimasto niente.
Siamo da soli e ce ne siamo accorti
a reggere del popolo le sorti,
quelli che un giorno eran nostri fratelli
non son diversi dagli amici di Gelli,
s'alleano con tutti e mai non sia
che restin fuori; diventa "anomalia".
Intanto la D.C. se li spupazza,
uno li encomia, l'altro li strapazza,
ma tra una calunnia ed un ricatto
Craxi continua a reggere il baratto.
Stia bene attento il compagno Occhetto
ad evitar qualunque trabocchetto,
dovrà scalzarsi tornare a Canossa
chi ha rinnegato la bandiera rossa.
Dovrem sacrificar "falce e martello"
ma l'ideale resti sempre quello
di pace, di giustizia, di lavoro,
e del passato facciamo tesoro;
è un passato di sacrifici e gloria
d'un popolo che ha fatto la sua storia.
Se ci vedesse questa sera Intini
ci chiamerebbe forse ancor "cugini"
solo che quà non c'è un Santarelli (2)
ma ognuno paga co' suoi soldarelli.
Percò compagni, non abbiate pena,
se ogni tanto ci scappa una cena,
siam Comunisti, non siam francescani,
Comunisti ieri, oggi e pur domani,
qualunque sia la nuova "cosa" in vista
evviva sempre il Partito Comunista.
1991; Cena tra compagni del PCI verso la "Cosa"
(1) Scatti di contingenza
(2) Intini e Santarelli deputati PSI
da: Ricordi
anche noi ci abbandoniamo al vizio;
fosse la volta che mettiam giudizio
dopo migliaia d'esami e di lezioni?
Siam la sinistra che viene da lontano
ed è per questo che diam la precedenza
a chi da destra vien, e con prudenza
muoviamo avanti e indietro, piano piano.
Con il pretesto che mettiam paura
da cinquant'anni c'è sta dittatura,
per ventimilalire ch'eran nostri
ci han criminalizzato come mostri. (1)
Han fatto stragi, democraticamente,
han fatto tutto per non scoprire niente,
reggeva il sindacato contro Gelli
ma non ha retto con Craxi e Martelli,
l'avesse immaginato la "Pidue"
li avrebbe assunti prima tutti e due.
Han fatto mille scandali, han rubato,
tutte le giunte rosse hanno spaccato,
ormai è chiaro a tutti, è evidente
di rosso in loro non è rimasto niente.
Siamo da soli e ce ne siamo accorti
a reggere del popolo le sorti,
quelli che un giorno eran nostri fratelli
non son diversi dagli amici di Gelli,
s'alleano con tutti e mai non sia
che restin fuori; diventa "anomalia".
Intanto la D.C. se li spupazza,
uno li encomia, l'altro li strapazza,
ma tra una calunnia ed un ricatto
Craxi continua a reggere il baratto.
Stia bene attento il compagno Occhetto
ad evitar qualunque trabocchetto,
dovrà scalzarsi tornare a Canossa
chi ha rinnegato la bandiera rossa.
Dovrem sacrificar "falce e martello"
ma l'ideale resti sempre quello
di pace, di giustizia, di lavoro,
e del passato facciamo tesoro;
è un passato di sacrifici e gloria
d'un popolo che ha fatto la sua storia.
Se ci vedesse questa sera Intini
ci chiamerebbe forse ancor "cugini"
solo che quà non c'è un Santarelli (2)
ma ognuno paga co' suoi soldarelli.
Percò compagni, non abbiate pena,
se ogni tanto ci scappa una cena,
siam Comunisti, non siam francescani,
Comunisti ieri, oggi e pur domani,
qualunque sia la nuova "cosa" in vista
evviva sempre il Partito Comunista.
1991; Cena tra compagni del PCI verso la "Cosa"
(1) Scatti di contingenza
(2) Intini e Santarelli deputati PSI
da: Ricordi
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