anni sessanta; Rigoletto modernoTrascini il tuo carretto, scardassato
come la vita,ai margini sospinto,
vinto dall'alcool, smunto, emarginato,
in un fangoso e crudo labirinto.
Gli enormi casermoni di cemento
fanno da sfondo al piatto panorama,
buste vuote si gonfiano nel vento,
ogni strada è ridotta una marana.
Dal gabbio appena uscito, l'accattone,
con l'arroganza di chi nulla teme,
ne legge, ne giustizia, ne prigione,
volgarità e disprezzo messi insieme,
lui, vive solamente d'espedienti,
un furto d'auto dietro commissione,
saltuari furti negli appartamenti,
sfoggia un telefonino d'occasione;
è forte, è spavaldo, è strafottente,
si definisce libero e compagno,
a solidarietà è indifferente,
nulla lui fa che non ci sia guadagno.
Sei oggetto di spregio nel quartiere
da cinica marmaglia giovanile
e tu reagisci con goffe maniere
con urla e sputi a quell'orda ostile.
Favelas d'occidente, tra i rifiuti
dell'opulenta società "civile"
rifiutato dal mondo, non discuti,
accetti tutto, rassegnato e vile.
Subisci l'adulterio di tua moglie
la quale non nsconde la sua tresca
con un balordo dalle mille voglie
che quando arriva pretende tu esca.
Eppur fra tante nuvole una stella
nella mente riluce e scalda il cuore,
come pel "gobbo" Gilda, c'è Fiorella
che tieni fuori da brutale orrore.
Ma pur quel mondo che pare pulito
mille insidie alle virtù nasconde;
da sempre il ricco ritiene acquisito
che ai suoi "bisogni" No! non si risponde.
Retaggio medioevale ora sconfitto
da un popolo che segue la sua rotta
verso il progresso; misero relitto,
la furia della vita ti sballotta
contro un destino tragico, fatale,
nella più silenziosa indifferenza,
la cosidetta società normale
cancella del degrado la presenza.
da: Il Libro Nero
come la vita,ai margini sospinto,
vinto dall'alcool, smunto, emarginato,
in un fangoso e crudo labirinto.
Gli enormi casermoni di cemento
fanno da sfondo al piatto panorama,
buste vuote si gonfiano nel vento,
ogni strada è ridotta una marana.
Dal gabbio appena uscito, l'accattone,
con l'arroganza di chi nulla teme,
ne legge, ne giustizia, ne prigione,
volgarità e disprezzo messi insieme,
lui, vive solamente d'espedienti,
un furto d'auto dietro commissione,
saltuari furti negli appartamenti,
sfoggia un telefonino d'occasione;
è forte, è spavaldo, è strafottente,
si definisce libero e compagno,
a solidarietà è indifferente,
nulla lui fa che non ci sia guadagno.
Sei oggetto di spregio nel quartiere
da cinica marmaglia giovanile
e tu reagisci con goffe maniere
con urla e sputi a quell'orda ostile.
Favelas d'occidente, tra i rifiuti
dell'opulenta società "civile"
rifiutato dal mondo, non discuti,
accetti tutto, rassegnato e vile.
Subisci l'adulterio di tua moglie
la quale non nsconde la sua tresca
con un balordo dalle mille voglie
che quando arriva pretende tu esca.
Eppur fra tante nuvole una stella
nella mente riluce e scalda il cuore,
come pel "gobbo" Gilda, c'è Fiorella
che tieni fuori da brutale orrore.
Ma pur quel mondo che pare pulito
mille insidie alle virtù nasconde;
da sempre il ricco ritiene acquisito
che ai suoi "bisogni" No! non si risponde.
Retaggio medioevale ora sconfitto
da un popolo che segue la sua rotta
verso il progresso; misero relitto,
la furia della vita ti sballotta
contro un destino tragico, fatale,
nella più silenziosa indifferenza,
la cosidetta società normale
cancella del degrado la presenza.
da: Il Libro Nero
Nessun commento:
Posta un commento