
Tu, dea della Sapienza,
già protettrice del popolo Latinoo
che pascolava le silvestri macchie
tra il Celio e il Palatino,
mentre a Lavinium già ti venerava
e ti portava doni
Tu esaudendo
le loro agresti mire
accoglievi benigna
dal tuo popolo i frutti della terra;
ma poi, dea della Guerra
allor che l'esule fuggito da Troia
in te trovò l'asilo.
Già conoscevi la sorte
di potenza, di morte,
di grandezza, di gloria,
di quella stirpe che segnò la storia.
Abbandonate le selve,
abbandonati i rupestri armenti,
ti venne eretto il tempio
nel sommo colle
che l'urbe ancora regge.
E tu Pomona, dea delle selve,
dal fauno corteggiata
e, venerata dagli elfi spiritosi,
dall'ovattato mantello dell'oblio
sei rimasta sepolta
fino a ieri.
marzo 2010












