
Finirà un giorno questa triste storia,
il tempo passa e tutto lui sotterra,
sembrerà miele un dì nella memoria
l'amaro fiele c'ora in cuor si serra.
Ognun si chiede dove sian l'errori,
ognun domanda dove sia la colpa
- Perché è toccato a me uscire fuori? -
L'osso già è roso, non ci sta più polpa.
Forse dal duol ci si credeva immuni
allor che altri, travolti dalla piena,
invano si aggrappavano alle funi
che senza senno si gettano in scena.
Il rito si ripete e gli avvoltoi
sulle carcasse spoglie hanno gli artigli,
quelli che furono gli audaci eroi
annaspan nella piena tra i perigli
e, quante funi senza convinzione
si sono tese al gorgo vorticoso?
Torbidi flutti della confusione
dal viver quieto hanno spinto a ritroso.
Prima che plachi l'impetuosa piena
travolger possa, senza remissione,
qualunque sia quella vigliacca iena
rea d'aver voluto l'alluvione.
Le audaci arpie or sembrano colombe,
smascherate le spie, messe al confino,
gli ex pacifisti minacciano bombe;
quant'è crudel proletario destino!..
Nessun c'abbia più terra sotto i piedi,
chi si credeva un buon nuotatore
con l'acqua al collo annaspare lo vedi;
par dominare l'impotente grigiore.
Il cuor non vi si spezzi miei compagni
ma, lo protegga d'odio la corazza,
chi sfrutta noi pei suoi loschi guadagni
possa crepar con tutta la sua razza.
Razza padrona, che non ha rimorso
se proletari soffrono le pene
non speri più d'aver mutuo soccorso
quando il terror gli svuoterà le vene
aprile 1985 messa in libertà alla Feal,
anticamera del fallimento. Storia di rabbia
e disperazione per chi con una famiglia sulle
spalle si trova da un giorno all'altro gettato sul lastrico.
il tempo passa ma non è cambito niente, anzi ora
si accetta quasi con rassegnazione ciò che un tempo
si tentava di difendere in tutti i modi, la difesa del posto di lavoro.
da: L'operaio Pentito
il tempo passa e tutto lui sotterra,
sembrerà miele un dì nella memoria
l'amaro fiele c'ora in cuor si serra.
Ognun si chiede dove sian l'errori,
ognun domanda dove sia la colpa
- Perché è toccato a me uscire fuori? -
L'osso già è roso, non ci sta più polpa.
Forse dal duol ci si credeva immuni
allor che altri, travolti dalla piena,
invano si aggrappavano alle funi
che senza senno si gettano in scena.
Il rito si ripete e gli avvoltoi
sulle carcasse spoglie hanno gli artigli,
quelli che furono gli audaci eroi
annaspan nella piena tra i perigli
e, quante funi senza convinzione
si sono tese al gorgo vorticoso?
Torbidi flutti della confusione
dal viver quieto hanno spinto a ritroso.
Prima che plachi l'impetuosa piena
travolger possa, senza remissione,
qualunque sia quella vigliacca iena
rea d'aver voluto l'alluvione.
Le audaci arpie or sembrano colombe,
smascherate le spie, messe al confino,
gli ex pacifisti minacciano bombe;
quant'è crudel proletario destino!..
Nessun c'abbia più terra sotto i piedi,
chi si credeva un buon nuotatore
con l'acqua al collo annaspare lo vedi;
par dominare l'impotente grigiore.
Il cuor non vi si spezzi miei compagni
ma, lo protegga d'odio la corazza,
chi sfrutta noi pei suoi loschi guadagni
possa crepar con tutta la sua razza.
Razza padrona, che non ha rimorso
se proletari soffrono le pene
non speri più d'aver mutuo soccorso
quando il terror gli svuoterà le vene
aprile 1985 messa in libertà alla Feal,
anticamera del fallimento. Storia di rabbia
e disperazione per chi con una famiglia sulle
spalle si trova da un giorno all'altro gettato sul lastrico.
il tempo passa ma non è cambito niente, anzi ora
si accetta quasi con rassegnazione ciò che un tempo
si tentava di difendere in tutti i modi, la difesa del posto di lavoro.
da: L'operaio Pentito
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