lunedì 9 novembre 2009

DEDICATA A POMEZIA (190)


Ti partorì la malsana terra
dall'uomo tenace ingravidata,
ultima figlia di feconda prole.

Ninfe precoci, che dal piè di Circe
seppero far prolifica pianura
son le sorelle tue.

Sabaudia, della selva regina;
Pontinia dal gran traffico esclusa;
Littoria poi ridetta Latina;
Aprilia che al piano si sposa.

Tra quei colli è la tua dimora
protesa al mare che d'Enea fu lido,

Sfrenata giovinetta,
vita frenetica il giorno conduci
senza il gravar d'antiche tradizioni,
senza il peso secolare della storia
fondi nel tuo seno, generosa,
mille e più storie fra loro diverse.

Quando scende limpida la notte
e t'addormenti al silenzio dei ricordi,
splendido serto dei castelli fulge
come aureola d'oro sul tuo capo.

Pomezia! Dormi serena le tue notti;
intensi saranno i giorni a venire.

inserita nel libro
"Pomezia e i suoi poeti" ed. 1994
da: Immagini

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