
Lontano da tutti i miei cari
rinchiuso, come prigioniero,
che mai furon giorni sì amari
e sì duri, ed il sol pensiero
di dover restare ancor molto
in questo mondo inumano
e, sempre obbedir come stolto
mi fa apparir quasi vano
il ritorno alla vita, ai piaceri,
a ciò ch'è diritto d'ognuno,
agli attimi dolci di ieri
quando non comandava nessuno.
Ah!.. Come compiango coloro
che scelgono simile vita
pensando che il lavoro
comporti maggiore fatica!
Non sanno come sia bello
essere liberi di agire,
vivere come un uccello,
senza dover obbedire,
senza il timor di parlare,
non stare più nell'attenti
e vestirsi come gli pare.
Com'è che saranno contenti
se a quarant'anni giunti
dovranno risponder: - Comandi!-
ad un tenentino di venti?
Allora si rifanno grandi
coi "tubi"*, gli fanno paura
abusando del misero grado
che, in questa dittatura,
può rovinarti....malgrado.
(*reclute)
Belluno 1967, periodo militare.
da: Dolce sarà la sera
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