
Cinqant'anni non sono che l'alba
rispecchiati al cammin della storia
ancor vive l'umana memoria
di chi primo il sasso gettò.
Nome agreste ti pose
e tu fertile l'agro rendesti,
tra l'insane paludi silvestri
salutare abbondanza sbocciò.
Dai campi alle fabbriche il salto
non permise di prendere fiato,
senza aver radicato un passato
il futuro ti si spalancò.
Ancora un ultimo gregge
tra le fabbriche fa la gimcana,
la sirena copre la campana
che i onfini non raggiunge più.
1988 da: Ricordi
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