
San Valentino, non so chi tu sia,
ne me ne importa assai, quello che importa
che tu riaccendi un giorno l'allegria
dove sembrava questa essere morta.
San Valentino, che agli innamorati,
in un frenetico correr della vita
ricordi loro, se si son scordati,
la gioia d'amarsi quanto sia infinita.
Clementina, te lo ricordi ancora
quel bacio sotto quell'arco di rose,
io chiudo gi occhi e mi si colora
quell'attimo che fu, or che noiose
o vuote, o nere paion le giornate
sotto il peso del coniugal fardello,
pensiamo a quelle rose ormai seccate
che a farle rifiorir sarebbe bello.
E tu o bionda Katia, quante volte
i quell'ultima fila in galleria,
al tuo Roberto hai le labbra sciolte?
Momenti dolci che son fuggiti via?
Lo sanno tutti che lui t'ama ancora,
ancor ti chiama forse "Mio Tesoro"
ma oggi quante ore al dì lavora?
Non puoi pretender faccia sempre il toro.
Cara Maria che vuoi sempe ragione
ma il tuo Remo, spesso incazzerello,
non vuole darti la soddisfazione,
tu t'arrabbi, lui combina un macello.
Non arrabbiatevi che la vita è un gioco,
nel gioco c'è chi vince c'è chi perde,
pur se soffiate non s'acende il fuoco
ma non perché la legna è troppo verde.
Dolce Teresa che con l'ironia
qualcuno sottolinea "genovese"
in tutti sai infondere allegria
fra tutte sembri tu la più borghese.
Ami col tuo Duino pedalare
nella speranza che dall'oblio dei sensi
si possa presto o tardi risvegliare
sul verde prato degli amor immensi.
Carmela "è una bambola" nervosa,
fra tutte forse è l'unica crumira,
vorrei saper se pur con quella cosa
ha scioperato mai, gira rigira
il solo è Sandro, lui, che se ne frega,
a non restare mai disoccupato,
se noi si litiga perché ci si nega
s'appellano le mogli al sindacato.
La più "arzilla" fra tutte sei tu Lina (1)
voce pungente come una sirena,
nulla ti sfugge; fossi un'indovina?
E Sant'Antonio prepara la cena.
Di santi uno ne basta e Valentino
sarà geloso, sì, è naturale,
se nell'amore vuoi ti sia vicino
fa tu che Sant'Antonio non stia male.
Antonietta, ancora innamorata
del tuo Franco, simpatico baffone,
capace ancora di far na serenata
in questo mondo tutta confusione.
Ogni cielo ha le sue nuvolette,
ora c'è ombra, ora s'affaccia il sole,
se improvvise scoppian le saette
tornerà il sole quando Dio vuole.
Emilia e Gino, fiume di pianura
che s'è scordato l'impeto selvaggio
quando ruscello, in mezzo alla radura
scendeva allegro, su fatevi coraggio,
potete ormai dormir placidi sonni
che dell'amore han maturato i frutti,
non è da tutti diventare nonni
e ancor tuffarsi dell'Amor nei flutti.
Natalina, non è poi così male
del tiepido autunno la stagione
con le sue foglie soffici il viale,
e, tra i rami, del vento la canzone.
Di primavera s'è seccato il fiore,
ma anche le tempeste dell'estate
sono ricordo ormai, resta il bruciore
per "quelle perse" che si son lasciate.
Ti ringrazio caro San Valentino
perché se acceso hai tu questa sera
non un falò, ma soltanto un cerino
ciò basta a rischiarar la notte nera.
Queste simpatiche dame, soridenti,
io bacio una ad una col pensiero,
tu, Clementina, non digrignare i denti,
che questa sera ti bacio davvero.
ne me ne importa assai, quello che importa
che tu riaccendi un giorno l'allegria
dove sembrava questa essere morta.
San Valentino, che agli innamorati,
in un frenetico correr della vita
ricordi loro, se si son scordati,
la gioia d'amarsi quanto sia infinita.
Clementina, te lo ricordi ancora
quel bacio sotto quell'arco di rose,
io chiudo gi occhi e mi si colora
quell'attimo che fu, or che noiose
o vuote, o nere paion le giornate
sotto il peso del coniugal fardello,
pensiamo a quelle rose ormai seccate
che a farle rifiorir sarebbe bello.
E tu o bionda Katia, quante volte
i quell'ultima fila in galleria,
al tuo Roberto hai le labbra sciolte?
Momenti dolci che son fuggiti via?
Lo sanno tutti che lui t'ama ancora,
ancor ti chiama forse "Mio Tesoro"
ma oggi quante ore al dì lavora?
Non puoi pretender faccia sempre il toro.
Cara Maria che vuoi sempe ragione
ma il tuo Remo, spesso incazzerello,
non vuole darti la soddisfazione,
tu t'arrabbi, lui combina un macello.
Non arrabbiatevi che la vita è un gioco,
nel gioco c'è chi vince c'è chi perde,
pur se soffiate non s'acende il fuoco
ma non perché la legna è troppo verde.
Dolce Teresa che con l'ironia
qualcuno sottolinea "genovese"
in tutti sai infondere allegria
fra tutte sembri tu la più borghese.
Ami col tuo Duino pedalare
nella speranza che dall'oblio dei sensi
si possa presto o tardi risvegliare
sul verde prato degli amor immensi.
Carmela "è una bambola" nervosa,
fra tutte forse è l'unica crumira,
vorrei saper se pur con quella cosa
ha scioperato mai, gira rigira
il solo è Sandro, lui, che se ne frega,
a non restare mai disoccupato,
se noi si litiga perché ci si nega
s'appellano le mogli al sindacato.
La più "arzilla" fra tutte sei tu Lina (1)
voce pungente come una sirena,
nulla ti sfugge; fossi un'indovina?
E Sant'Antonio prepara la cena.
Di santi uno ne basta e Valentino
sarà geloso, sì, è naturale,
se nell'amore vuoi ti sia vicino
fa tu che Sant'Antonio non stia male.
Antonietta, ancora innamorata
del tuo Franco, simpatico baffone,
capace ancora di far na serenata
in questo mondo tutta confusione.
Ogni cielo ha le sue nuvolette,
ora c'è ombra, ora s'affaccia il sole,
se improvvise scoppian le saette
tornerà il sole quando Dio vuole.
Emilia e Gino, fiume di pianura
che s'è scordato l'impeto selvaggio
quando ruscello, in mezzo alla radura
scendeva allegro, su fatevi coraggio,
potete ormai dormir placidi sonni
che dell'amore han maturato i frutti,
non è da tutti diventare nonni
e ancor tuffarsi dell'Amor nei flutti.
Natalina, non è poi così male
del tiepido autunno la stagione
con le sue foglie soffici il viale,
e, tra i rami, del vento la canzone.
Di primavera s'è seccato il fiore,
ma anche le tempeste dell'estate
sono ricordo ormai, resta il bruciore
per "quelle perse" che si son lasciate.
Ti ringrazio caro San Valentino
perché se acceso hai tu questa sera
non un falò, ma soltanto un cerino
ciò basta a rischiarar la notte nera.
Queste simpatiche dame, soridenti,
io bacio una ad una col pensiero,
tu, Clementina, non digrignare i denti,
che questa sera ti bacio davvero.
14-02-1987
da: Ricordi
(1) Il marito Antonio Arzillo
da: Ricordi
(1) Il marito Antonio Arzillo
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