giovedì 22 ottobre 2009

VENT'ANNI ROVINATI (127)


Con gli occhi verso il cielo

come colui che implora

ammiro il bianco velo

che le montagne indora.


Ma come gioir posso

a si bianco splendore

se non mi è concesso

d'uscire un paio d'ore?


Come se reo fossi

rinchiuso devo stare

tra questi quattro sassi

a farmi comandare.


Ora capisco come

la libertà sia bella,

non c'è prezzo che possa

cambiarla con la cella.


Padron non si è di dire

una propria opinione

neppur di reclamare

avendo pur ragione.


Se qualcheduno è sbronzo

ti può anche punire,

e a te come uno stronzo

non resta che zittire.


Se hai un po' d'orgoglio

meglio che lo abbandoni

perché lui con un foglio

può sbatterti in prigione.


Giovani di vent'anni

contro il nostro volere

questa vita d'inganni

siamo costretti a fare.


Belluno 1967 (peiodo militare)

da: Dolce sarà la vita.



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