mercoledì 3 giugno 2009

SEDICI ANNI, Vent'anni dopo (63)

Trecate 1963

PER NON DIMENTICARE

Era l'età migliore;
quando i primi piaceri
assapori dell'amore
e ancor non hai pensieri.

E' duro il lavoro in cantiere
ma se il morso del lupo hai provato
la fatica ti sembra un piacere
quando sai che sarai ben pagato.
La trsferta copriva le spese
d'una vita modesta ma sana,
pochi vizi, non tante pretese,
si ballava ogni settimana.
M'avevano affidato un manovale
addetto a togliermi la scoria,
volto scavato, dall'età irreale,
occhi profondi, specchio d'una storia
di miseria, di rassegnazione,
d'aride terre dal sole bruciate,
di riverenze, di umiliazione,
di care persone abbandonate.
Con quel suo misero salario,
perché trasferta lui non conosceva,
la sua vita era un unico calvario
al sud moglie e figli manteneva,
s'era spezzato un mondo secolare,
quello era il duro prezzo del riscatto
contro mafie, paura di lupare;
era ancora lontano il sessantotto.
L'Italia industriale era esplosa,
per tutti la tivù non più una favola,
e questa dipingeva tutto rosa,
nessuno consceva ancora Avola.
Era scoppiato il boom, quanto lavoro,
non c'era allora cassaintegrazione,
chi faticava, chi faceva danaro,
nessun parlava ancora d'inflazione,
tutti cercavano lo stabilimento,
chi abbandonava il sud, chi la campagna,
non si parlava ancor d'inquinamento,
quando la pancia è piena non si lagna.
Valletta preparava il nuovo impero;
epurazioni, poi la schedatura,
non c'era terrorismo rosso o nero,
l'unico Scelba a mettere paura.
L'azienda per la quale lavoravo
era la SAIPEM ai tempi di Mattei,
ogni volta che cantiere cambiavo
nuovo rapporto iniziavo con lei.
Non sono lavativo, tu lo sai,
la settimana era di sei giorni
ma festa non dovevi fare mai,
se non ci credi basta che t'informi.
Alla domenica io disertavo,
solo per questo diventai ribelle
e, mentre a desinare m'avviavo
fu proprio una domenica di quelle,
vidi la campagnola del cantiere
frenar davanti a me: Quale mistero?
"Cappelli!" mi disse l'ingegnere
ti ho segnato sopra il libro nero!

Lo chiamavano boom, te lo rammenti?
Mai s'era letto ancora congiuntura,
di anni in meno ne avevo venti
ma la pagnotta era sempre dura.

febbraio 1981, da Vita e Lavoro




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