
Filastrocca, molto seria, poco sciocca.
PER NON DIMENTICARE
Fin da bambino aveva quel tormento:
-Aiuto mamma! Rieccoli! Li ho visti!-
-Dormi piccino, è soltanto il vento!-
-No! Te lo giuro! Ho visto i comunisti!-
Dei valori cristiani paladino,
di ogni libertà "Lui" difenore,
il "Gran Maestro" gli indicò il cammino (1)
-Nessuno sfugge al televisore!-
Allor partì, nel tempo d'uno e due
con tre Tivù invase ogni cantone,
che quando si scoperse la "Pidue"
era completa già l'occupazione.
Ma lui sognava ancora i comunisti,
quella barbosa questione morale
che Berlinguer gridava. -Insisti, insisti,
non è che qualcheduno mi vuol male?-
-Non preoccuparti!- Diceva Bettino,
-Li ho già domati tutti, ormai son io
che tira i giochi, tu stammi vicino
non può scalzarci più nemmeno Dio!-
Purtroppo i comunisti, sempre loro,
li credi morti, rispuntano fuori,
travestiti da giudici del foro,
mimetizzati da procuratori,
"Ghino di Tacco " subì lo sgambetto (2)
e sì trovò col deretano in terra,
fu allora che rivolto al suo protetto
-Eccoti il sacro calice, và in guerra!-
Ormai fattosi grande, ormai maturo,
si fece forza innanzi al suo padrino:
-Fuggi pure se vuoi, ma t'assicuro,
non ti scorderò mai, caro Bettino.-
Rimasto orfano il mondo dei valori,
l'apparato sotto interrogatorio,
ecco dall'etere i mille colori
d'un mondo senza inferno e purgatorio.
Rispolverò la vecchia sua fobia:
-Aiuto I comunisti! Aiuto! Aiuto!-
Chi lo prese per matto: mamma mia,
ma questo il cervelo s'è bevuto!
I comunisti, quand'erano forti,
al popolo mai fecero paura,
ora, che anche lor erano morti
potevano mai esser na sciagura?
Eppure prese piede la fobia
e, miscelando paura alle promesse,
in poco tempo zac! E per magia
divenne primo, nessuno gli resse.
Prima tentò un gesto per Bettino
ma quella spugna gli andò di traverso,
la lira svalutò, andò al Cremlino
tra i "Grandi" Lui rideva, era diverso,
Tentò di riaggiustare le pensioni
ma ecco i "Komunisti", sempre loro
tra le ruote a mettere i bastoni,
rovinargli così il capolavoro.
-Non piangere!- Gli disse la zia suora,
-Quelli che t'amano sono sempre tanti!-
Invece Bossi disse:-Vada fora!
Basta stare a braccetto coi briganti!-
E mentre Prodi riaggiustava i conti,
-I Komunisti! Han fatto il ribaltone!
Questi ci fanno andare sotto i ponti!-
E già qualcuno gli dava ragione.
Mentre D'Alema si faceva male
per essere accettato dal "padrone"
(via posto fisso, lavoro interinale)
-I Komunisti! La rivoluzione!-
Poi venne Amato, il braccio sinistro,
di quello cui lui era il braccio destro,
poteva fare nel "Polo" il ministro
-Questo è un regime!, vogliono il capestro!-
Insomma, piangi piangi, alle elezioni
ha vinto, ha stravino;- Meno male!
La smetterà di rompere i coglioni!
Ma l'incubo permane, ancor l'assale.
-Presidente, ma le tante promesse?-
-Pensiamo ai buchi che han fatto i comunisti!-
-Presidente, il conflitto d'intersse?-
-Sporche illazioni, sempre i comunisti!-
Ha vinto, ha stravinto, ancor si lagna,
-Alla ,RAI mi hanno boicottato!-
-Ma presidente, gli han dato la lavagna!-
-Due milioni di voti mi han rubato!-
-Presidente! Coraggio si distenda,
non c'è motivo d'avere paura,
l'Italia è diventata una sua azienda!-
-Ma i Comunisti son morti! Me lo giura?-
-La gente mangia, beve, si diverte,
tanto c'è lei che se ne prende cura
spetta che le promesse sian coperte!-
-Ma i Comunisti della magistratura?-
-Insomma Presidente, la paura
che tanto la tormenta, si confessi?-
-E' sempre stata la cosa più sicura
per far cadere nella rete i fessi!-
21-02-2002-
(1) Licio Gelli; (2) Bettino Craxi.
da: Comunistifobia
Fin da bambino aveva quel tormento:
-Aiuto mamma! Rieccoli! Li ho visti!-
-Dormi piccino, è soltanto il vento!-
-No! Te lo giuro! Ho visto i comunisti!-
Dei valori cristiani paladino,
di ogni libertà "Lui" difenore,
il "Gran Maestro" gli indicò il cammino (1)
-Nessuno sfugge al televisore!-
Allor partì, nel tempo d'uno e due
con tre Tivù invase ogni cantone,
che quando si scoperse la "Pidue"
era completa già l'occupazione.
Ma lui sognava ancora i comunisti,
quella barbosa questione morale
che Berlinguer gridava. -Insisti, insisti,
non è che qualcheduno mi vuol male?-
-Non preoccuparti!- Diceva Bettino,
-Li ho già domati tutti, ormai son io
che tira i giochi, tu stammi vicino
non può scalzarci più nemmeno Dio!-
Purtroppo i comunisti, sempre loro,
li credi morti, rispuntano fuori,
travestiti da giudici del foro,
mimetizzati da procuratori,
"Ghino di Tacco " subì lo sgambetto (2)
e sì trovò col deretano in terra,
fu allora che rivolto al suo protetto
-Eccoti il sacro calice, và in guerra!-
Ormai fattosi grande, ormai maturo,
si fece forza innanzi al suo padrino:
-Fuggi pure se vuoi, ma t'assicuro,
non ti scorderò mai, caro Bettino.-
Rimasto orfano il mondo dei valori,
l'apparato sotto interrogatorio,
ecco dall'etere i mille colori
d'un mondo senza inferno e purgatorio.
Rispolverò la vecchia sua fobia:
-Aiuto I comunisti! Aiuto! Aiuto!-
Chi lo prese per matto: mamma mia,
ma questo il cervelo s'è bevuto!
I comunisti, quand'erano forti,
al popolo mai fecero paura,
ora, che anche lor erano morti
potevano mai esser na sciagura?
Eppure prese piede la fobia
e, miscelando paura alle promesse,
in poco tempo zac! E per magia
divenne primo, nessuno gli resse.
Prima tentò un gesto per Bettino
ma quella spugna gli andò di traverso,
la lira svalutò, andò al Cremlino
tra i "Grandi" Lui rideva, era diverso,
Tentò di riaggiustare le pensioni
ma ecco i "Komunisti", sempre loro
tra le ruote a mettere i bastoni,
rovinargli così il capolavoro.
-Non piangere!- Gli disse la zia suora,
-Quelli che t'amano sono sempre tanti!-
Invece Bossi disse:-Vada fora!
Basta stare a braccetto coi briganti!-
E mentre Prodi riaggiustava i conti,
-I Komunisti! Han fatto il ribaltone!
Questi ci fanno andare sotto i ponti!-
E già qualcuno gli dava ragione.
Mentre D'Alema si faceva male
per essere accettato dal "padrone"
(via posto fisso, lavoro interinale)
-I Komunisti! La rivoluzione!-
Poi venne Amato, il braccio sinistro,
di quello cui lui era il braccio destro,
poteva fare nel "Polo" il ministro
-Questo è un regime!, vogliono il capestro!-
Insomma, piangi piangi, alle elezioni
ha vinto, ha stravino;- Meno male!
La smetterà di rompere i coglioni!
Ma l'incubo permane, ancor l'assale.
-Presidente, ma le tante promesse?-
-Pensiamo ai buchi che han fatto i comunisti!-
-Presidente, il conflitto d'intersse?-
-Sporche illazioni, sempre i comunisti!-
Ha vinto, ha stravinto, ancor si lagna,
-Alla ,RAI mi hanno boicottato!-
-Ma presidente, gli han dato la lavagna!-
-Due milioni di voti mi han rubato!-
-Presidente! Coraggio si distenda,
non c'è motivo d'avere paura,
l'Italia è diventata una sua azienda!-
-Ma i Comunisti son morti! Me lo giura?-
-La gente mangia, beve, si diverte,
tanto c'è lei che se ne prende cura
spetta che le promesse sian coperte!-
-Ma i Comunisti della magistratura?-
-Insomma Presidente, la paura
che tanto la tormenta, si confessi?-
-E' sempre stata la cosa più sicura
per far cadere nella rete i fessi!-
21-02-2002-
(1) Licio Gelli; (2) Bettino Craxi.
da: Comunistifobia
divertente davvero sei grande a trovare sempre le rime.
RispondiEliminaPerò io son di Sesto Fiorentino
sempre stato rossa come ì mi babbino!
Con simpatia sperando he non hambi l'amicizia.
Lucia.