sabato 9 gennaio 2010

senza scampo (360)


Quel pane, pei tuoi padri tanto avaro,
quel pane pei tuoi padri tanto amaro,
ma sempre li trovò pronti a spartirlo
in parti uguali. Adesso che abbonda
piuttosto che dividerlo si spreca.

Non siete abituati alla rinuncia
ed il fratello è diventato ostile
al fratello ormai non più fratello.

Di nuovo l'uomo arreso s'è alla bestia,
l'istinto primordiale il sopravvento
sulla ragione ha preso. cancellati
i precetti di mille religioni
ormai ridotti ad icone sbiadite
da sventolare il giorno della festa.

Cancellati dell'utopia i sogni
che i nostri padri tanto hanno nutrito,
a pancia piena ora siamo a digiuno,
pieni di conoscenze siamo vuoti,
auto costose che sfrecciano a mille,
carrelli della spesa sempre colmi,
per chi non regge al ritmo, indifferenza,
anzi fastidio, come fosse colpa
il mostrar la miseria, ché nascosta
tenerla si vorrebbe. Si sotterra!
Minacciosa riaffiora, qual presagio
d'un futuro funesto, senza scampo.

25-06-2009

da: Insieme

1 commento:

  1. Quel pane, pei tuoi padri tanto avaro,
    quel pane pei tuoi padri tanto amaro,
    ma sempre li trovò pronti a spartirlo

    molto vera lucia

    RispondiElimina