
Quando entrava la focosa estate
tutte d'oro sembravan le colline,
poche le macchie verdi, lungo i fossi,
o lassù più lontano, sulle cime.
Non c'era un metro incolto,
le ricche messi abbondanti
stavano li, pronte per il raccolto.
Del contadino ovunque si scorgeva
l'opera saggia e paziente,
ma l'arcaica miseria dominava.
S'impastava la polvere al sudore
e, d'inverno gli scarponi
pieni di mota divenivan piombo;
non esisteva l'asfalto sulle strade
e, la corrente elettrica mancava
ma, più pesante ancora
il dover dire: -Si! Signor padrone!-
Sono finiti quei tempi (e meno male)
quella fatica nera
allora che vicine, in larga schiera
roteavan le falci; ora son mostri
meccanici, potenti, tutto fare
a rasar senza sosta il giallo mare.
I casali avvolti dagli spini
abbandonati, senza contadini,
cadono a pezzi....una desolazione.
Nessuno più che dica: Si padrone!
da: Per Elisa
tutte d'oro sembravan le colline,
poche le macchie verdi, lungo i fossi,
o lassù più lontano, sulle cime.
Non c'era un metro incolto,
le ricche messi abbondanti
stavano li, pronte per il raccolto.
Del contadino ovunque si scorgeva
l'opera saggia e paziente,
ma l'arcaica miseria dominava.
S'impastava la polvere al sudore
e, d'inverno gli scarponi
pieni di mota divenivan piombo;
non esisteva l'asfalto sulle strade
e, la corrente elettrica mancava
ma, più pesante ancora
il dover dire: -Si! Signor padrone!-
Sono finiti quei tempi (e meno male)
quella fatica nera
allora che vicine, in larga schiera
roteavan le falci; ora son mostri
meccanici, potenti, tutto fare
a rasar senza sosta il giallo mare.
I casali avvolti dagli spini
abbandonati, senza contadini,
cadono a pezzi....una desolazione.
Nessuno più che dica: Si padrone!
da: Per Elisa
Nessun commento:
Posta un commento