Si son svegliati tanto innamorati,
credevano di stare sulle nuvole,
pensavano di viver nelle favole.
In lontananza un suono di campane,
il sole che giocava a nascondino
tra le tremule foglie,
s'era dimenticata d'esser moglie,
corpo di seta, cuor di marzapane,
bocca di fragola, nettare divino.
Non più marito ma angelo custode,
dolce, tenero amante,
protettivo e galante
nell'avvolgente cotonato abbraccio
lambia le coppe sode
accarezzate da piùme leggere.
Nel gaudente piacere,
liberi nello spazio senza impaccio
un solo corpo parea di vedere
che, dal vento cullato,
nell'amplesso sublime, immacolato
nei confini del sogno
senza il grigio passato,
senza freni o divieti,
senza il peso degli oscuri segreti.
In quel vortice astrale
di fantasia spaziale,
per impedir che il gelido risveglio
riconduca la realtà nel sonno
son fuggiti nel vento
là, dove è l'infinito godimento.
12-gennaio-2012
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