lunedì 16 gennaio 2012

(469) Gli ultimi spari

Ormai son spenti i fuochi;
tenera amante mia,
per quanto spazi la mia fantasia
per quanto dell'ardore il fuoco invochi
nulla che s'alzi, nulla che si muova,
come stagno gelato,
come un campo di neve immacolato
dove solo il silenzio si ritrova.

Quel campo, quello stagno,
muti son per il gelo di stagione
ma allegra confusione
tornerà in primavera a fare il bagno
di trilli e di svolazzi,
cori di gracidanti raganelle,
ondeggiar di farfalle
tingendo di pastello gli ampi spazi.

Ma nel percorso umano
non tornan le stagioni a rifiorire,
è inutile mentire,
già si vede il treagfuardo e non lontano.
In qualche lampo spero,
alla pace dei sensi non m'arrendo,
rinfuocalo se accendo
un fuocherello, pur che sia leggero.

16-gennaio-2012

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