Parco tra la 167 ed i Colli d'Enea ; Pomezia
mi sono innamorato
di te; eppur di tempo n'è passato.
Sai quanti giorni? Boh! Sono migliaia!
Eravam giovanotti tutti e due,
io ventitrè, tu circa una trentina
l'età per 'na città da ragazzina,
io già a sgobbare allora come un bue.
Eran tempi così; chi più chi meno,
ognuno trascinava la carretta,
il mondo andava piano, senza fretta,
e tra la gente non c'era veleno.
Tu ci davi il lavoro ch'era tanto,
noi a produrre per crescere i figli,
non c'era tanto tempo per sbadigli,
tempo non c'era per il riso o il pianto.
Or sono pensionato e ti ritrovo
una bella città che con passione
affronta la moderna confusione
alla ricerca d'un vestito nuovo.
Nel parco là, tra le sughere e i meli,
lungo la pista delle biciclette
di auto niente smog, ne motorette,
la primavera limpida ci sveli.
Ora ti posso dir: Pomezia mia,
e son sincero; non è una bugia!
9-aprile-2011
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